Social: una vera svolta alla politica italiana

 

Grazie all'avvenuta dei social network, anno dopo anno, ogni settore si sta innovando ed aprendo al fronte del mondo Digital. Tra questi vi è anche il settore della politica che, oltre ad utilizzare i tradizionali strumenti pubblicitari come tv, giornali, cartelloni etc. quest'anno, nel periodo delle elezioni, ha visto alcune svolte e novità soprattutto attraverso i social network. Vediamo insieme come questi canali hanno saputo portare informazione agli utenti.

Nei giorni precedenti alle elezioni, avrai sicuramente notato, entrando nel tuo profilo Facebook la voce “Punti di vista” nelle news feed. Questo strumento è stato messo a disposizione dal social per permettere agli utenti di conoscere i programmi dei partiti e coalizioni che si erano candidati. Ma come fare ad essere sicuri che le informazioni erano giuste? In ogni pagina Facebook dei partiti c'era la sezione “Temi” che doveva essere compilata dai partiti stessi. Un'altra domanda che può sorgere è: perché non erano presenti tutti i partiti candidati? “Punti di vista” ha tenuto i 10 partiti e movimenti che superavano l'1% delle intenzioni di voto secondo i sondaggi che erano stati fatti.
Facebook però non si è fermato solo a questo, e una settimana prima del voto, ha introdotto anche la voce “Candidati” che permetteva di vedere chi si candidava nel proprio collegio elettorale.
Per finire, il 4 marzo, giorno delle elezioni, ha reso disponibili, sempre nelle news feed, indicazioni su come e dove votare, oltre alla possibilità di rendere pubblico lo stato in cui confermavi che avevi votato, e mostrava aggiornamenti relativi ai risultati degli scrutini.
Inoltre, per assicurarsi che girassero informazioni vere, a parte l'utilizzo del decalogo, Facebook ha stretto una collaborazione con Pagella Politica (progetto che monitora le dichiarazioni dei principali esponenti politici italiani). In questo modo si inviava una notifica a coloro che condividevano una fake news, invitandoli a segnalare se ritenevano che ce ne fossero altre di false.
In questo modo, la piattaforma si è resa uno strumento affidabile ed utile soprattutto per la diffusione di informazione al fine di guidare qualsiasi utente verso una scelta consapevole il 4 marzo.

Diciamo che Facebook è stato il social con più novità, ma anche Twitter si è impegnato creando un emoji che compariva quando si digitavano gli hashtag #Elezioni, #Elezioni2018 o #ItalyElection2018. L'immagine, un'urna elettorale tricolore, è stata realizzata per seguire le elezioni e partecipare direttamente ai dibattiti. Era stata annunciata dal vice presidente di Public Policy and Communications di Twitter Sinéad McSweeney, il quale ha affermato che “Twitter è il posto ideale per seguire la politica, perché consente ai cittadini e politici di condividere le proprie opinioni e interagire con loro.[...] questa emoji renderà le conversazioni ancora più vivaci".
Grazie ad una semplice icona, infatti si sono ottenute migliaia di interazioni, perciò anche Twitter è stato un canale utile soprattutto per permettere agli utenti di scambiarsi idee ed opinioni in merito alle elezioni.

Questi due social sono stati quelli che hanno coinvolto maggiormente gli utenti durante il periodo delle campagne. Anche Google ha contribuito rimandando sul canale YouTube del ministero dell'Interno italiano qualsiasi ricerca inerente alle elezioni politiche. Gli utenti, potevano accedere trovando ogni tipo di informazione: dal come votare, a come fare se si è smarrita la scheda elettorale e tanto altro ancora.

 

Elezioni e social network


Ma i candidati quali strategie hanno adottato?

Finora abbiamo parlato delle funzionalità e dei canali maggiormente utilizzati, ma non delle strategie che sono state adottate dai vari esponenti politici. C'è chi ha deciso di affidarsi ai soliti mezzi, specialmente programmi tv, dando poca importanza ai social, chi invece sembra abbia attuato un vero piano strategico.

Alcune idee che hanno portato molto engagement, sono state la creazione di contest dove gli utenti che mettevano per primi il proprio like ad un post di un candidato vincevano e come premio avevano la possibilità di parlare direttamente col leader del partito, oppure di vedere un post con la propria foto nella pagina ufficiale. Creando molto coinvolgimento l'algoritmo di Facebook ha così privilegiato i post dandogli maggiore visibilità.

Le dirette Facebook riguardanti interviste sono state un altro mezzo efficace. Facebook Italia ed ANSA avevano raggiunto un accordo per utilizzarle al fine di lottare contro la disinformazione.

Sono state scelte anche vie più tradizionali come la pubblicazione di video dei comizi, di interviste televisive sia su Facebook che su Twitter. Testi ed immagini riguardanti il proprio programma elettorale, ma anche della propria vita quotidiana durante il periodo della campagna, qui infatti, come social noto per le immagini è entrato in gioco anche Instagram. Quest'ultimo è stato utilizzato anche per la parte di stories, una funzionalità che permette di pubblicare immagini che scompaiono dopo 24 ore, e sono stati lanciati degli hashtag che sono diventati virali.

Le piattaforme social hanno avuto un ruolo importante in queste elezioni, anche in termini di numeri: i volumi generati hanno superato di oltre il doppio quelli registrati nelle elezioni del 2013. Sono stati un vero strumento di informazione ed interesse che ha sicuramente aiutato i politici a raggiungere il proprio elettorato ed ha guidato i cittadini a rimanere costantemente informati e più consapevoli verso la loro scelta.

Che dire, ad oggi il mondo del Digital ha davvero coinvolto qualsiasi settore, persino la politica, dando innovazione e contribuendo in gran parte facendosi strumento di propaganda per trasmettere informazioni ed aumentare la visibilità.

Ormai questo fronte è da considerare sotto ogni suo aspetto ed è necessario uscire dal pensiero del “non voglio unirmi alla massa”, d'altronde, poi, ognuno deve avere la capacità di sapersi distinguere, solo così può farsi notare. E farsi notare, oggi come oggi, è la parola d'ordine sia che tu sia un politico, sia che tu abbia un'azienda da far emergere. Non sai da dove cominciare? Il nostro team digital potrebbe essere un buon punto di partenza!

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